Invecchiamento e attività fisica

La maggior durata della vita media e l’attitudine negativa verso l’attività fisica che i non più giovani considerano non alla loro portata, rendono la cosiddetta “terza età” il periodo più fragile della vita.

Assolutamente questa fase della vita non deve essere vissuta come una condizione da temere, ma una fase in cui l’attività fisica riveste un ruolo di primaria importanza per i numerosi benefici che procura a chi la pratica con assiduità.

Se, grazie alla ricerca scientifica, sarà effettivamente sempre più possibile sconfiggere un numero sempre maggiore di malattie, per mantenersi il più possibile in salute bisognerà comunque puntare sulla conservazione e sul potenziamento delle riserve funzionali attraverso la pratica di un’adeguata e costante attività motoria.

Per riserva funzionale si intende quella capacità che hanno gli organi e gli apparati corporei che consente ad un soggetto sano di passare dalla condizione di riposo alla condizione di sforzo e di lavoro. Tali riserve, comunque, diminuiscono con il trascorrere del tempo; ciò in parte è irreversibile perché dipende dall’età, ma in parte è reversibile perché dipende dalla carenza di attività fisica.

La fragilità legata all’invecchiamento in termini funzionali si descrive con una perdita delle riserve cardiorespiratorie e muscolari a disposizione, ovvero un decondizionamento motorio che significa quindi perdita della propria autonomia nel quotidiano.
rilassamento1-200x200Quindi, aumentare le proprie riserve funzionali vuol dire posporre di anni l’arrivo della perdita di autonomia.

L’attività fisico-motoria ha una funzione basilare nel condizionare e modificare la percezione della vecchiaia di chi stà invecchiando e contribuisce a modificare positivamente l’atteggiamento della società verso l’invecchiamento e di conseguenza verso gli anziani…

La vitalità di continuare a fare attività fisica anche nella terza e quarta età viene raccomandato a chiare lettere nel programma “Guadagnare Salute” dell’Istituto Superiore della Sanità che ha messo in evidenza lo stretto legame tra attività fisica e longevità, ribadendo che:

se regolaremente condotta, l’attività fisica può prolungare di 1-5 anni l’attesa di vita in assoluto e diminuire il rischio di malattie.

Come sempre il consiglio è quello di affidarsi a professionisti del movimento che sapranno consigliare un’attività specifica alle singole esigenze e non, come purtroppo capita spesso, lasciarsi coinvolgere in corsi improvvisati di attività motoria per la terza età.

Aggiungiamo vita agli anni e non solamente anni alla vita!…

Nel nostro centro di attività motoria organizziamo dei corsi di piccolo gruppo, al mattino, di attività motoria specifica per la terza età e prevenzione dell’osteoporosi

Autore dell'articolo: Michela